Pompino
By admin
Il mio cazzo era teso come una quercia mentre Lara me lo ciucciava. Erano
quasi dieci minuti che ci giocava con la bocca.
La cappella liscia e lucida le entrava per poco in bocca e lei con un po’ di
sforzo riusciva a cacciarsela fin quasi in gola. Continuava ad andare su e
giù, prima leccandola sotto, poi in punta, poi tornando a prenderla tutta in
bocca. Si fermava alla cappella mentre con la mano accarezzava l’asta oppure
le palle raccogliendole nella mano e massaggiandole con tocchi lievi. Mi
sentivo vicino a scoppiare ma mi trattenevo; lei lo capì e continuò a
lavorare bene il mio cazzo aumentando il ritmo dei suoi tocchi, avvolgendo
al sua lingua intorno alla cappella e guardandomi dritta negli occhi mentre
spompinava. Andava più veloce ma io volevo aspettare ancora; le trattenni il
capo mentre uscivo dalla sua bocca. Uno mio schizzo accennò ad uscire e la
colpì sopra il labbro; ma riuscii a trattenermi mentre lei cercava di
avvicinare le labbra al mio cazzo, famelica come sempre. Non ci riuscì e si
lecco il po’ di sperma che le stava scorrendo sul labbro.
- Dai… fammelo succhiare ti prego… vienimi in bocca!-
Mi scongiurò cercando nuovamente di avvicinare le sue labbra carnose al mio
cazzo.
La trattenni finchè sentii che potevo riprendere senza venire subito. Quando
glielo diedi riprese con energia dopo aver ripulito la cappella dei residui
di sperma che erano fuoriusciti.
Inziai a rilassarmi e durai ancora un po’; la verga era sempre più tesa e la
cappella sempre più grossa. Sentivo il piacere della sua lingua mentre Lara
mi leccava e succhiava. Era meravigliosa e cominciò a muoversi di nuovo
veloce, per rallentare improvvisamente e concentrarsi sulla punta del
glande, poi sulla corona, poi sull’intera lunghezza dell’asta fino ad
inglobare tutta la testa della mia verga fra le labbra fino in gola.
Ricominciò ritmicamente e in modo sempre più veloce a scorrere lungo la
cappella con le sue labbra umide e carnose; era decisa a farmi venire ed
ormai non sarei certamente riuscito a fermarmi. Iniziai a rilassarmi pronto
all’inevitabile e attesa sborrata. Il culmine si avvicinava, Lara iniziò a
stringere l’asta e succhiare sempre più avidamente il glande. Quando sentì
la tensione della mazza cambiare fece uscire la cappella dalla bocca e la
poggò sulla sua lingua che aveva tirato fuori docilmente. Dovette aspettare
solo un attimo prima di ricevere la prima schizzata questa volta libera e
copiosa. Le entrò in bocca diretta; socchiuse le labbra ma le riaprì subito
e avvolse con la lingua la cappella che stava ancora schizzando. Ero pieno
perché non scopavo da una settimana e la sborra le riempì presto la bocca e
prese ad uscire dal lato mentre lei continuava a spompinare. Iniziai a
grugnire di piacere mentre lei continuava a succhiare; si staccò e l’ultimo
fiotto la colpì in viso e le colò lungo il collo. Cacciò un urletto e
sorrise contenta poi me lo riprese fra le labbra terminando il suo lavoro.
Ricacciò fuori una parte dello sperma facendolo colare sul cazzo poi ingoiò
quello che rimaneva in bocca e ritornò sul cazzo per raccogliere quello che
aveva sputato e ingoiarlo. Fu il pompino più bello che Lara mi fece prima di
tornare definitivamente da suo marito.
Ancora ci penso, ogni tanto, quando la rivedo passare per strada con la sua
famiglia. Capita che i nostri sguardi si incrocino e che io legga nei suoi
occhi un sorriso complice; ma non l’ho più chiamata, glielo avevo promesso.
Con grande sacrificio perché di pompinare come lei ce ne sono davvero poche.